Dispaccio stampa “La storia d’Italia non è ancora finita?”

Ci presentiamo

L’Associazione Cosmopolites si propone di promuovere una visione del mondo che riesca a cogliere i tratti caratteristici, i vantaggi e le sfide della contemporaneità. Muovendo dalla grande cultura classica, dalla luce della tradizione cristiana, attingendo ai contributi della cultura liberale e in ascolto delle istanze sociali si pone l’obiettivo di partecipare alla costruzione di ponti fra le diverse culture e visioni del mondo, certi di un universale umano che ci unisca ma attenti a preservare ciò che ci distingue.

Affermiamo l’esigenza di una società antropocentrica che garantisca e tuteli le libertà individuali ma allo stesso tempo sia garante della dignità dell’Essere Umano e dei suoi diritti fondamentali, attraverso una politica che non si riduca a mera amministrazione o pratica burocratica ma sia espressione ed attuazione di una riflessione sul mondo e sull’Uomo.

L’associazione Cosmopolites si impegna a promuovere l’integrazione Europea quale esempio tangibile non solo di molteplici nazioni che si incontrano in unici ideali ma anche di diverse culture politiche che nella chiarezza delle reciproche posizioni e pur partendo da assunti diversi collaborano alla realizzazione di un unico progetto politico.

L’evento

La “Storia d’Italia non è ancora finita? – con Ciriaco de Mita” è un appuntamento de La Radura del Viandante, una rassegna di promozione culturale a cura dell’associazione Cosmopolites che ha come obiettivo quello di leggere l’attualità attraverso l’esperienza e la testimonianza di personalità che hanno contribuito e contribuiscono alla crescita della nostra comunità, comunità intesa anche nella sua dimensione nazionale ed europea. Ci muoviamo su due direttrici fondamentali: quelle della cultura e della politica, nella convinzione che si tratti di riscoprire il loro naturale e necessario intreccio.

L’esigenza di questo evento nasce dal nostro disincanto di fronte ad una politica che è sempre meno confronto di idee e sempre più personalismo; una politica che preferisce sfruttare gli strumenti offerti dall’inarrestabile evoluzione della tecnologia a scapito della fisicità, a scapito dell’incontro reale con le persone; una politica che pare non essere più in grado di coniugare un saldo patrimonio valoriale , dando per scontato che questo patrimonio ci sia, con il pragmatismo dell’azione, trovare, cioè, soluzioni concrete in risposta alle reali e sempre più pressanti esigenze dei cittadini: sicurezza, lavoro, sanità, welfare, servizi, possibilità di sviluppo. Tutto questo produce smarrimento e perdita di credibilità della polita e delle istituzioni.

Da qui l’idea di coinvolgere il Presidente De Mita in un dialogo costante, che si è svolto negli ultimi mesi fra Nusco e, con l’evento odierno, Satriano, interrogandolo su questioni dirimenti che interessano l’attualità e il futuro, muovendo naturalmente dalla consapevolezza del passato.